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Cosa mangiare nelle Marche? Viaggio tra i piatti tipici marchigiani

Aprile 20, 2020

Vigneti, uliveti e campi di grano che degradano dolcemente fino al mare. E poi i profumatissimi boschi appenninici e le cime solitarie dei Sibillini. Tutto si incastra perfettamente, nelle Marche.
Perchè questa regione è un mosaico ordinato che unisce e da forma al nord e al sud dell’Italia. A cominciare dalla cucina. Qui si incontrano storie di mare, tradizioni contadine, segreti nascosti nei rifugi di montagna, colori e profumi di collina.
E allora, pronto per un gustoso viaggio nei piatti tipici delle Marche?

Prodotti tipici delle Marche: i primi

1) I Vincisgrassi

Guai a chiamarle lasagne! Nelle Marche sono i vincisgrassi, forse il primo piatto più famoso e amato di questa regione. È vero, il nome è un po’ strano e difficile da pronunciare, ma il sapore, fidati, quello non lo dimenticherai facilmente.
Leggenda narra che questo piatto tipico delle Marche deve il suo nome al generale austriaco Windisch Graetz che, ospite nelle Regione, fece inventare una ricetta per sé. Da li il nome passò al popolo che nel corso degli anni lo “storpiò” fino a farlo diventare l’attuale “vincisgrassi”.
Cosa sono? Una versione “rustica” delle più comuni lasagne, realizzate con la sfoglia all’uovo, condita strato dopo strato da ragù di animelle e frattaglie di pollo, con l’aggiunta di besciamella e parmigiano.
Si, non è decisamente un piatto da tutti i giorni. E si, ti servirà un divano molto comodo per digerirle 😉

2) I Maccheroncini

Campofilone, piccolo centro di appena 2000 abitanti in provincia di Fermo, è diventato famoso proprio grazie ai suoi maccheroncini, uno dei cibi marchigiani più apprezzati all’estero.
I maccheroncini sono spaghettini all’uovo finissimi, da gustare, secondo le ricetta originaria, con un ragù di carne. Ma buonissimi anche nella versione di pesce o, per un sapore più “di montagna”, con il tartufo nero.
Questa ricetta contadina marchigiana è stata la prima pasta all’uovo ad ottenere, nel 2013, il marchio IGP.

3) Cargiù

Il Cargiù (o calcione o caciù, a seconda della zona) è un raviolo ripieno esclusivamente di ricotta di pecora, scorzette di limone e maggiorana. Con il tempo questo piatto marchigiano, tipico soprattutto dell’entroterra maceratese, si è poi piano piano arricchito con ripieni più corposi e ne sono nate anche versioni dolci e fritte.

Secondi piatti marchigiani

1) Coniglio in porchetta

Uno dei secondi più gustosi della cucina marchigiana è senza dubbio il coniglio in porchetta.
Una preparazione laboriosa dal sapore molto particolare in cui il coniglio viene prima attentamente disossato e successivamente condito con sale e pepe. In aggiunta, si inseriscono in cottura anche il fegato tagliato a dadini e soffritto con la pancetta. E infine il tutto è aromatizzato con il finocchietto selvatico.
La cottura può avvenire in padella con un filo d’olio e di vino o in forno con l’aggiunta di olive.

2) Brodetti di pesce

Tra i piatti tipici delle Marche, il brodetto è forse quello che ha più varianti. Non esiste infatti una ricetta standard, ma la preparazione varia a seconda della zona.
In generale parliamo di una zuppa di pesce che, in passato, conteneva tutto quel pesce che i pescatori non riuscivano a vendere per la taglia modesta o perché spezzato nelle reti.
Esistono 4 versioni principali:
A Fano il brodetto è rosso: è cucinato, infatti, con il concentrato di pomodoro diluito nell’olio e con l’aggiunta di acqua e aceto;
ad Ancona si usa la salsa di pomodoro in modo da rendere la zuppa più corposa e consistente;
a Porto Recanati trovi invece una versione bianca. Il brodetto è infatti preparato con l’aggiunta di zafferanella, uno zafferano selvatico che cresce alle pendici del Monte Conero;
a San Benedetto del Tronto il pesce viene insaporito con aceto, pomodori verdi e peperoni.

3) Stoccafisso all’anconetana: tra i piatti tipici di Ancona

Questo piatto tipico delle Marche, della zona dell’anconetano in particolare, consiste in pezzi di stoccafisso appoggiati in teglia con un trito di sedano, carote e pomodori. Il pesce viene poi cosparso con olio e vino e coperto con pezzi di patate.

Le dolci tradizioni (e tentazioni) delle Marche

I cavallucci

Nella cucina delle Marche non potevano certo mancare i dolci!
Tra i più famosi ci sono i cavallucci, preparazione tipica del periodo natalizio, così chiamata per la forma a zoccolo di cavallo. Realizzato con sapa e mosto cotto, questo dolce è  ripieno di un mix di cacao, frutta candita e frutta secca.
Inutile dirti che dovrai lasciare un bello spazietto nel tuo stomaco per assaporarli in tutta la loro “leggerezza”!

3) Frustingo

Altro dolce marchigiano senza il quale non si può festeggiare il Natale è il frustingo.
Il nome e gli ingredienti variano da zona a zona (si contano addirittura 22 versioni diverse) ma questa è senza dubbio la più antica ricetta della cucina marchigiana, la cui origine sembra risalire addirittura agli Etruschi.
A prescindere dalle varianti, comunque, il dolce ha una base di frutta secca e fichi.

2) Cicerchiata

Da Natale a Carnevale il passo è breve… e allora, dopo i cavallucci sulla tavola dolce dei marchigiani arriva la cicerchiata.
Questo dolce si compone di tante palline di pasta all’uovo, poco zuccherata e con l’aggiunta di una noce di burro, che vanno fritte nell’olio e poi passate nel miele caldo; le palline sono poi aggregate tra loro in diverse forme.

Antipasti tipici marchigiani

1) La crescia

La crescia sfogliata è una sorta di piadina molto più corposa, realizzata con acqua, farina, latte, lievito di birra. La sfogliatura si ottiene poi ripiegando più volte su se stessa la sfoglia e ungendo tutto con lo strutto. La cottura avviene su una particolare griglia che prende il nome di “testo”.
La farcitura? Immancabili i salumi e i formaggi tipici della gastronomia marchigiana. Ma la versione più gustosa è senza dubbio quella con le “erbe strascinate”, cioè con le verdure di campo ripassate in padella.

2) Il ciauscolo

Non è il solito salame, anche se la forma gli somiglia molto. Il ciauscolo è un salume tipico marchigiano che si contraddistingue per essere morbido e spalmabile.
E, se possiamo, ti consigliamo un abbinamento che per noi non ha eguali: panino con ciauscolo e pecorino. E non c’è n’è più per nessuno…

3) Olive ascolane

Il nome stesso ci racconta che queste speciali olive sono un piatto tipico Marchigiano della zona di Ascoli Piceno. È vero, si trovano un po’ dappertutto in Regione, ma sicuramente quelle dell’ascolano sono insuperabili.
Sono olive grandi, tenere e carnose, che vengono denocciolate e farcite con un ripieno di carne (manzo, maiale, pollo), cotto a lungo in un soffritto di sedano, carote e cipolla. Dopo la cottura la carne viene macinata e si aggiungono uova, noce moscata e parmigiano.
Questa farcitura è inserita all’interno dell’oliva, che viene poi impanata e fritta.
Piccolo avviso: non stupirli se dopo aver assaggiato la prima non riuscirai più a smettere. Le olive ascolane sono come le ciliegie: una tira l’altra!

… e per finire (anzi digerire) i cibi tipici delle Marche: il Varnelli e l’Anisetta Meletti!

Last but non least… gli amari!
Perchè le Marche non sono buone solo “da mangiare”, ma anche “da bere”.
E allora dopo una bella scorpacciata di piatti tipici delle Marche non dimenticare di chiedere il Varnelli o l’Anisetta Meletti. Sono due amari all’anice: il primo è secco e tipico dell’entroterra maceratese; il secondo è dolce e originario della zona dell’ascolano. Perfetti per “ammazzare” il caffè!
I cibi delle Marche sono senza dubbio un tripudio di sapori che difficilmente il tuo palato dimenticherà. Pronto a lasciarti conquistare?

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